Stagione teatrale 2026/27
A cura di ERT Fvg
Il Teatro Sociale di Gemona del Friuli presenta la stagione “Teatro Insieme 2026/2027”, con un calendario di spettacoli e concerti che accompagna il pubblico da ottobre ad aprile.
Commedie, teatro contemporaneo, musica dal vivo e cinema muto si incontrano in una proposta che intreccia autori, linguaggi e generazioni diverse.
A cinquant’anni dal terremoto del 1976, l’apertura della stagione si inserisce nel percorso dell’Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia dedicato alla memoria della ricostruzione e al ruolo della cultura nel restituire alle comunità luoghi d’incontro e occasioni di confronto.
Gli spettacoli iniziano alle ore 20.45, salvo gli orari specifici indicati nel programma.
Scopri qui la locandina con tutti gli spettacoli in programma
INFORMAZIONI
Per informazioni sui biglietti e le riduzioni fare riferimento al sito dell'ERT
Nei giorni di campagna abbonamenti, prevendita e di spettacolo al Teatro Sociale 0432 970520.
Ulteriori informazioni contattando Ufficio IAT 0432 981441, Biglietteria ERT 0432 224246, biglietteria@ertfvg.it
PROGRAMMA
22 OTTOBRE - I Turcs tal Friùl
di Pier Paolo Pasolini
drammaturgia, regia, scene, luci e costumi di Alessandro Serra
Il contadino che parla il suo dialetto è padrone di tutta la sua realtà
P.P.P.
I Turcs è una tragedia.
Per scriverla il giovane Pasolini si rifà alla più antica opera teatrale dell’occidente: I Persiani di Eschilo.
La compone in una lingua appresa da adulto, ascoltando i contadini, vocabolario alla mano.
Non è un testo fonetico ma poetico e perciò, in qualche modo, musicale.
Ogni nuova messa in scena ha il dovere di inventare una sonorità che si emancipi da un consolatorio vernacolare.
Pasolini vive i suoi vent’anni in un paese di fascisti occupato da nazisti: cosa fare?
Attendere pregando in chiesa o agire tra i boschi in montagna?
Deciderà di restare mentre suo fratello, più piccolo, andrà partigiano e dagli altri partigiani verrà ucciso.
Nei Turcs Pauli rimane, mentre il fratello minore, Meni, va in contro alla morte:
tornerà cadavere in una scena perfettamente tragica.
C’è la polis nei Turcs: la sacralità del paese riunito attorno alla chiesetta, succedaneo dell’altare di Dioniso posto al centro dell’orchestra.
C’è l’orrore dell’invasore che distrugge, violenta e rende schiavi.
C’è la musica nei Turcs, sacra e cattolica, presente in tutta l’opera. Ma è dal suo interno che si sprigionerà il canto ottomano del coro dei turchi a cui Pasolini dedica i versi più lirici.
C’è la contrapposizione religiosa ma soprattutto musicale fra una cultura cattolica della rassegnazione e la sacrosanta bestemmia di un popolo capace, il giorno dopo il terremoto, di numerare le pietre e cominciare a ricostruire.
La stessa bestemmia intonata da Meni a cui nel finale farà eco Pauli che, di fronte al cadavere del fratello, con l’ultimo fiato del suo povero petto cristiano, bestemmierà la Madonna.
Sarà questa Bestemmia a generare il vento spaventoso che fermerà i Turchi.
Al prete non resterà che dire: Amen.
26 NOVEMBRE - Jannacci e dintorni
con Simone Colombari e Max Paiella
regia di Lorenzo Gioielli
Jannacci e dintorni è un viaggio musicale nell’universo poetico di Enzo Jannacci e degli artisti che ne hanno accompagnato il percorso umano e creativo.
Narrato da Simone Colombari e Max Paiella, lo spettacolo attraversa canzoni, incontri e storie, restituendo il ritratto di un autore capace di raccontare l’Italia con ironia, tenerezza e profondità.
Dai primi brani come El purtava i scarp del tennis ai successi più popolari come Vengo anch’io no tu no, il racconto si intreccia con gli incontri fondamentali della sua carriera: Adriano Celentano, Giorgio Gaber, Dario Fo, fino ai “dintorni” fatti di Cochi e Renato, Paolo Conte, Beppe Viola, Sandro Ciotti.
Attraverso parole e musica emergono le storie di uomini e donne comuni, raccontate con quella leggerezza solo apparente che ha reso Jannacci un autore unico, capace di muoversi tra comicità e tragedia senza compromessi.
Una narrazione minima e intensa, in cui memoria, canzone e racconto si fondono in un omaggio vivo e condiviso.
01 DICEMBRE - Il medico dei pazzi
di Eduardo Scarpetta
regia e adattamento di Leo Muscato con Gianfelice Imparato
In occasione del centenario della morte di Eduardo Scarpetta, Leo Muscato porta in scena una nuova versione de Il medico dei pazzi, una delle più celebri e divertenti farse del grande autore napoletano.
Scritta nel 1908, la commedia racconta la disavventura di Don Felice Sciosciammocca, ingenuo proprietario terriero convinto di aver finanziato gli studi di medicina del nipote Ciccillo. Quando decide di raggiungerlo a Napoli per vedere con i propri occhi la clinica che avrebbe aperto, scopre invece una realtà ben diversa.
Per salvarsi dalle conseguenze delle sue menzogne, il nipote trasforma la pensione in cui vive in un fantomatico istituto psichiatrico. Don Felice, osservando gli eccentrici ospiti della struttura, è convinto di trovarsi davvero in mezzo a pazienti affetti dalle più svariate forme di follia. Da qui prende avvio una vertiginosa macchina di equivoci che ha reso questa commedia uno dei grandi classici del teatro italiano.
Nella rilettura di Leo Muscato l’azione viene spostata agli inizi degli anni Ottanta, poco dopo l’approvazione della Legge Basaglia che sancì la chiusura dei manicomi e l’avvio di una nuova concezione della salute mentale.
In questo contesto storico, segnato da trasformazioni profonde e da forti resistenze culturali, la farsa acquista nuove sfumature e si trasforma in una commedia che osserva con ironia e umanità il confine sottile tra normalità e follia.
La Pensione Stella diventa così il luogo in cui si incontrano personaggi fragili, stravaganti e profondamente umani: un aspirante Otello incapace di sostenere il ruolo che sogna, un musicista geniale ma squattrinato, un ex vigile urbano licenziato e abbandonato dalla moglie, uno scrittore che distrugge ogni pagina che scrive, una madre ingombrante in cerca di marito per la figlia e un direttore disperatamente impegnato a mantenere l’ordine.
Tra comicità, tenerezza e malinconia, Don Felice attraversa la giornata più assurda della sua vita fino a scoprire di essere forse lui stesso il più ingenuo e disarmato tra tutti.
18 DICEMBRE - Concerto di Natale
Bruno Canino e Matteo Bevilacqua, pianoforte a quattro mani
Quest’anno il Concerto di Natale rappresenta l’occasione di un incontro inedito, un duo pianistico, capace di unire eccellenza artistica, dialogo tra generazioni e straordinaria intensità interpretativa.
Bruno Canino è una figura tra le più autorevoli del pianismo italiano e internazionale. Nel corso della sua lunghissima carriera ha collaborato con le più importanti orchestre e alcuni tra i più grandi interpreti del nostro tempo italiani e di valore internazionale, affermandosi come un riferimento assoluto nel panorama musicale mondiale.
Accanto a lui siederà al pianoforte Matteo Bevilacqua, giovane pianista formatosi in Italia ed all’estero, artista versatile, musicista capace di alternare al concertismo classico anche performance multidisciplinari che lo hanno portato ad esibirsi in numerosi festival ed occasioni di prestigio internazionale.
Il loro incontro artistico dà vita a un dialogo ricco di energia, nel quale l’immensa esperienza di un maestro si intreccia con la freschezza, l’entusiasmo e la vitalità di una nuova generazione di musicisti.
Il programma attraversa tre momenti fondamentali della letteratura per pianoforte a quattro mani, dalle raffinate miniature di Ligeti, che aprono il concerto con la loro brillante inventiva ritmica e timbrica; la poesia di Liszt, attraverso le pagine di Arbre de Noël, conduce l’ascoltatore in un’atmosfera di raccoglimento e suggestione, particolarmente affine al periodo natalizio; infine, le celebri Danze ungheresi di Brahms chiudono la serata con un’esplosione di energia, virtuosismo e coinvolgimento, offrendo una delle pagine più amate del repertorio cameristico.
Più di un semplice concerto, questo appuntamento vuole essere un incontro simbolico tra memoria e futuro: il patrimonio artistico di uno dei grandi protagonisti della musica del Novecento e del nostro tempo si trasmette idealmente a un giovane interprete, in un dialogo che rende il Natale occasione di condivisione, bellezza e continuità della tradizione musicale.
19 GENNAIO - Terzo tempo
di Lidia Ravera
liberamente ispirato all’omonimo romanzo Ed. Bompiani
drammaturgia Lidia Ravera e Emanuela Giordano
Domenico e Costanza, marito e moglie “separati ma vicini”, affrontano con spirito opposto il passaggio alla grande età: lei, impulsiva e visionaria, vuole trasformarlo nel tempo più prezioso della vita; lui, più posato e ironico, cerca di starle dietro, tra slanci vitali e colpi di scena. In un gioco comico e affettuoso di ribaltamenti, i due mettono in discussione convenzioni, ruoli e certezze, sostenuti da un figlio incredulo e una giovane spettatrice partecipe.
Un’esplosione di battute e umanità, dove l’umorismo non banalizza ma illumina. Non la solita storia di una coppia borghese in crisi, ma un inno disarmato e ironico all’arte di invecchiare con desideri intatti e lo sguardo rivolto avanti. A interpretare questa coppia affatto convenzionale, due fuoriclasse del teatro comico italiano, Lucia Vasini e Paolo Hendel, qui diretti da Emanuela Giordano.
Dal romanzo di Lidia Ravera, una commedia tenera e spiazzante sul tempo che resta e quello che si decide di farne, su ciò che si può ancora rimettere in circolo quando sembrerebbe tardi: energie, affetti, desideri, ostinazioni. Le battute arrivano di traverso e da una malinconia vitale, affidata a interpreti capaci di tenere insieme ironia e fragilità, poesia e goffaggine e di restituirci personaggi profondamente umani, contraddittori, riconoscibili.
29 GENNAIO - Lebensraum
regia e concept di Jakop Ahlbom
Due uomini condividono una stanza minuscola e hanno trasformato la mancanza di spazio in un esercizio di ingegno: ogni oggetto svolge più funzioni, il letto è anche un pianoforte, la libreria diventa frigorifero e ogni centimetro è sfruttato al massimo.
Per colmare l’assenza di una presenza femminile, i due inventano una donna delle pulizie meccanica. Ma la loro creazione si rivela presto molto meno docile del previsto: la bambola possiede una volontà propria, esprime opinioni e mette progressivamente in discussione il fragile equilibrio della convivenza.
La tensione cresce, la stanza sembra restringersi sempre di più e l’ultima invenzione dei protagonisti rischia di trasformarsi nella causa della loro rovina.
Con Lebensraum, Jakop Ahlbom costruisce uno spettacolo di teatro fisico che guarda alla grande tradizione del cinema muto e alla comicità visionaria di Buster Keaton, maestro dello slapstick e della comicità corporea. Attraverso illusioni sceniche, movimento, precisione coreografica e invenzioni visive sorprendenti, la scena si trasforma in un universo sospeso tra realtà e fantasia.
A sostenere il racconto è la musica eseguita dalla band Alamo Race Track, che sostituisce il tradizionale accompagnamento pianistico dei film muti con una partitura contemporanea capace di evocare l’atmosfera degli anni Venti e, allo stesso tempo, di dialogare con la sensibilità del presente.
Tra comicità, poesia e invenzione scenica, Lebensraum dà vita a un racconto senza parole che parla di convivenza, desiderio, solitudine e immaginazione, attraverso un linguaggio universale accessibile a ogni pubblico.
05 FEBBRAIO - Il piccolo violino magico
con l’Orchestra dell’Accademia d’archi Arrigoni
Domenico Mason | direttore
Sora Lavorgna | violino solista
Il concerto è un’occasione per godere della freschezza che il talento giovanile nella sua primissima manifestazione sa portare nell’ambito strumentale virtuosistico.
Il programma unisce il classicismo mozartiano alla brillantezza ottocentesca, mettendo in luce il talento di Sora Lavorgna, classe 2013, finalista del prestigioso concorso Piccolo Violino Magico 2026.
Considerato un punto di riferimento internazionale per la scoperta dei giovani talenti, Piccolo Violino Magico, che si tiene ogni anno a San Vito al Tagliamento, ha accompagnato l’esordio di musicisti oggi avviati a una brillante carriera. Si tratta dell’unico concorso al mondo in cui i candidati si esibiscono accompagnati dall’orchestra in ogni fase della competizione. I finalisti sono selezionati da una giuria internazionale.
18 FEBBRAIO ore 18.30 e ore 21.00 - Drugačen svet / Un altri mont / Un altro mondo
di e con Aida Talliente e Patrizia Jurinčič Finžgar
Un “rito” nato dall’incontro tra due donne, Aida e Patrizia: una friulana e l’altra slovena.
Le loro vite sono legate in modo affettivo e familiare a quel confine che un tempo separava l’Est dall’Ovest; confine che con la sua ambivalenza diventa simbolo di divisione e di chiusura ma anche di incontro e di slancio verso un altrove.
Chi partecipa al rito viene accolto in un “luogo di memoria”, in cui le due donne intrecciano la loro storia fino a renderla un’esperienza che, con delicatezza, coinvolge tutti.
Un percorso sensoriale ed immersivo che invita a varcare una soglia e a entrare, per un po’ di tempo, in un altro mondo: quello sognato, sperato, desiderato.
26 FEBBRAIO - What happened to Jones
proiezione del film What happened to Jones (Cos’è successo a Jones?,1926)
diretto da William A. Seiter, sceneggiatura di Melville W. Brown, dall’omonima pièce di George Broadhurst (1897)
La ZeroOrchestra accompagna dal vivo il film muto What Happened to Jones (1926) di William A. Seiter, una delle commedie più travolgenti del cinema americano degli anni Venti.
Alla vigilia del matrimonio, Tom Jones si ritrova coinvolto in una rocambolesca fuga che lo costringe a continui travestimenti e a una catena di equivoci sempre più irresistibili, fino ad arrivare in chiesa nelle vesti di un vescovo.
A dare nuova vita alle immagini è la partitura originale di Juri Dal Dan, eseguita dalla Zero Orchestra, che dialoga con il ritmo della pellicola e ne amplifica l’energia comica.
Un’esperienza che restituisce al pubblico il fascino delle proiezioni del cinema muto accompagnate dalla musica dal vivo.
11 MARZO - Oltre il giardino
dal romanzo di Jerzy Kosinski
adattamento drammaturgico originale e regia di Fabrizio Coniglio
Portare sul palcoscenico per la prima volta questa meravigliosa storia, in cui la semplicità e la pura conoscenza del mondo attraverso i fiori diventano metafora della possibile e vera natura dell’esistenza, è una sfida poetica e ironica a questo nostro mondo dominato dalla violenza.
Fabrizio Coniglio
Per la prima volta Oltre il giardino approda a teatro in un adattamento firmato da Fabrizio Coniglio, che torna al romanzo di Jerzy Kosinski oltre la celebre trasposizione cinematografica. Claudio “Greg” Gregori interpreta Chance, un uomo che ha trascorso tutta la vita nel giardino di cui si prende cura, conoscendo il mondo soltanto attraverso la televisione. Costretto a lasciarlo, viene scambiato per una persona di straordinaria saggezza e conquista, quasi senza volerlo, la fiducia dei potenti fino a diventare consigliere del Presidente degli Stati Uniti. Attorno al suo sguardo innocente si svelano le contraddizioni di una società che confonde l’apparenza con l’autorevolezza, riscoprendo nella semplicità una forma inattesa di verità.
10 APRILE - Perfetti sconosciuti
di Paolo Genovese
con Dino Abbrescia, Alice Bertini, Paolo Briguglia, Paolo Calabresi, Massimo De Lorenzo, Cristina Pellegrino, Valeria Solarino
Paolo Genovese firma la sua prima regia teatrale portando in scena l’adattamento di Perfetti sconosciuti.
Una brillante commedia sull’amicizia, sull’amore e sul tradimento, che porterà quattro coppie di amici a confrontarsi e a scoprire di essere “perfetti sconosciuti”.
Ognuno di noi ha tre vite: una pubblica, una privata ed una segreta.
Un tempo quella segreta era ben protetta nell’archivio della nostra memoria, oggi nelle nostre sim.
Cosa succederebbe se quella minuscola schedina si mettesse a parlare?
Durante una cena, un gruppo di amici decide di fare un gioco della verità mettendo i propri cellulari sul tavolo, condividendo tra loro messaggi e telefonate.
Metteranno così a conoscenza l’un l’altro dei propri segreti più profondi…
ERT FVG
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