Formaggi a latte crudo: il sapore del territorio si dà appuntamento a Gemona

    Un patrimonio di saperi e sapori che ogni anno trova spazio a “Gemona, formaggio e… dintorni”, tra il concorso regionale, il taglio della prima forma e l’asta della domenica.

    A Gemona del Friuli il formaggio racconta una storia di persone e comunità. È la storia degli allevatori che conferiscono il latte, dei casari che lo trasformano e delle latterie che, generazione dopo generazione, hanno accompagnato la vita del territorio.
    Da questo legame nasce “Gemona, formaggio e… dintorni”, la manifestazione che ogni autunno porta nel centro storico le produzioni casearie e la cultura del mondo agricolo. Creata per valorizzare la tradizione delle latterie locali, la festa è diventata un’occasione per incontrare i produttori, conoscere il loro lavoro e scoprire quanto può raccontare un assaggio.
    A questa tradizione è dedicato il Concorso regionale dei formaggi a latte crudo, organizzato dall’Associazione Allevatori del Friuli Venezia Giulia (AAFVG). Il concorso si svolge nel corso dell’anno, attraverso un percorso di selezione e valutazione delle produzioni regionali che trova il suo momento pubblico a “Gemona, formaggio e… dintorni”: durante l’inaugurazione vengono svelati i finalisti e proclamato il vincitore, celebrando insieme ai produttori le eccellenze della tradizione casearia friulana.

    “Gemona, formaggio… e dintorni” è la manifestazione enogastronomica creata dalla pro loco Pro Glemona e dal Comune per promuovere e valorizzare la secolare esperienza delle locali latterie turnarie. Con il passare del tempo questa festa ha poi acquisito una dimensione sempre più importante nel panorama regionale, anche grazie alla partecipazione attiva della Coldiretti, dell’Ecomuseo delle Acque del Gemonese, di Slow Food e dell’Associazione Allevatori del Friuli Venezia Giulia.

    Cos’è un formaggio a latte crudo?

    Per conoscere questi formaggi bisogna partire dalla materia prima. Si definisce crudo il latte che non è stato riscaldato oltre i 40 °C né sottoposto a trattamenti di effetto equivalente. A differenza di quello pastorizzato, conserva quindi una maggiore ricchezza della propria microflora originaria, che partecipa alla trasformazione e alla maturazione del formaggio, contribuendo al suo profilo aromatico.
    Il risultato nasce dall’incontro di molti elementi: l’alimentazione degli animali, le caratteristiche del latte, le scelte del casaro e le condizioni di stagionatura. È un equilibrio che richiede esperienza, cura e attenzione lungo tutta la lavorazione.
    Anche per questo l’assaggio può diventare una piccola esplorazione. Un profumo che ricorda il fieno, una nota di panna fresca, una sfumatura di frutta secca: nei giudizi delle passate edizioni del concorso gemonese ricorrono descrizioni che restituiscono tutta la varietà di queste produzioni.

    Il sapere dei casari, il valore delle latterie

    Dietro una forma ci sono giornate di lavoro e decisioni che richiedono competenza: seguire la cagliata, riconoscere il momento giusto per intervenire, accompagnare la maturazione. L’esperienza si costruisce nella pratica quotidiana e si trasmette attraverso gesti, osservazioni e conoscenze condivise.
    A Gemona questa cultura produttiva si intreccia con la storia delle latterie turnarie, nate dalla collaborazione tra piccoli allevatori. Riunire il latte e organizzarne insieme la trasformazione significava mettere in comune risorse e lavoro, creando un sistema profondamente legato alla vita delle comunità.
    È proprio questa eredità che la Festa del Formaggio contribuisce a raccontare: il rapporto tra un alimento, le persone che lo producono e il territorio da cui proviene.

    Un concorso per valorizzare il formaggio tradizionale friulano

    Il concorso promosso da AAFVG nasce con l’obiettivo di valorizzare e far conoscere il formaggio tradizionale friulano a latte crudo, dando visibilità alle latterie e ai caseifici della regione.
    I prodotti in gara vengono esaminati da una commissione di esperti, che ne valuta le caratteristiche sensoriali. Aspetto, profumi, consistenza e gusto concorrono a descrivere ciascun formaggio e a riconoscerne la qualità.
    Per i produttori, il confronto rappresenta un’occasione di riconoscimento del proprio lavoro. Per il pubblico, è un invito a conoscere più da vicino le realtà casearie regionali e a scoprire le differenze che rendono ogni produzione interessante.

    L’inaugurazione e il taglio della prima forma

    Durante l’inaugurazione di “Gemona, formaggio e… dintorni”, il percorso del concorso incontra il pubblico: vengono annunciati i produttori selezionati per il podio, portando al centro della festa le persone e le produzioni che si sono distinte.
    L’attesa dei nomi, gli applausi e la presenza dei casari rendono questo momento un’occasione per dare un volto al lavoro che precede ogni assaggio.
    Ad accompagnare l’apertura ufficiale della manifestazione c’è poi il taglio della prima forma. Un gesto semplice e significativo: dopo il tempo della lavorazione e della stagionatura, il formaggio viene aperto e mostra la propria pasta, il colore e l’occhiatura.
    È un’immagine che racchiude il senso della festa: il lavoro delle latterie si presenta alla comunità e diventa occasione di incontro e condivisione.

    L’edizione 2025: il Caseificio Della Savia sul gradino più alto del podio

    Ogni edizione del concorso porta all’attenzione del pubblico storie di lavoro, esperienza e passione. Nel 2025, a distinguersi nella categoria “Formaggio Fresco” del 14° Concorso regionale dei formaggi a latte crudo è stato il Caseificio Della Savia di Basiliano, che ha conquistato il primo premio. Un risultato che ha consolidato il percorso della realtà friulana, già premiata con il terzo posto nell’edizione 2024.
    Alle spalle di questo riconoscimento c’è una storia lunga oltre un secolo. Fondato nel 1909 e guidato dalla famiglia Della Savia dal 1989, il caseificio custodisce un’esperienza produttiva che trova espressione anche nel tradizionale Latteria di Basiliano. La continuità delle lavorazioni e l’attenzione alla qualità sono i tratti con cui l’Associazione Allevatori del Friuli Venezia Giulia ha raccontato il successo dell’azienda.
    Il passaggio dal terzo al primo posto racconta la soddisfazione di vedere riconosciuto il proprio impegno nel confronto con altre produzioni regionali. Per una realtà casearia, un premio come questo dà visibilità a un lavoro che si svolge soprattutto lontano dal pubblico: nella cura della materia prima, nelle scelte di lavorazione e nell’attenzione dedicata a ogni forma.
    La festa di Gemona diventa così il luogo in cui quel lavoro può essere conosciuto e celebrato. Il successo del Caseificio Della Savia offre anche uno spunto per proseguire la scoperta oltre i giorni della manifestazione: cercare i prodotti delle latterie premiate, conoscere le aziende e ritrovare, nell’assaggio, il legame tra il formaggio e il territorio da cui proviene.

    La domenica, l’asta dei formaggi

    La curiosità accesa durante l’inaugurazione prosegue la domenica con l’asta, quando il pubblico ha la possibilità di aggiudicarsi le forme.
    Qui entra in gioco anche il piacere della sfida: seguire le offerte, valutare un rilancio, contendersi il formaggio desiderato. L’asta è un appuntamento che coinvolge sia chi partecipa sia chi si ferma ad assistere, come testimoniano anche le precedenti edizioni della manifestazione.
    Aggiudicarsi una forma significa portare a casa un prodotto da condividere e una storia da raccontare a tavola. È un’occasione per appassionati e buongustai, ma anche per chi desidera avvicinarsi al mondo caseario attraverso un’esperienza diversa dal consueto acquisto.
    Per viverla, basta lasciarsi coinvolgere: osservare le forme, ascoltare la loro presentazione e seguire il ritmo delle offerte. E, al momento giusto, scegliere di rilanciare.

    A novembre, un viaggio nei sapori del Friuli Venezia Giulia

    Dal 6 all’8 novembre 2026, “Gemona, formaggio e… dintorni” torna ad animare il centro storico con un fine settimana dedicato ai sapori e alla cultura del territorio. La manifestazione si svolge in concomitanza con la Festa del Ringraziamento, che segna tradizionalmente la conclusione dell’anno agricolo.
    Il concorso dei formaggi a latte crudo offre una chiave per vivere la festa con maggiore curiosità: partire dalla materia prima, conoscere il lavoro dei produttori e ritrovare nel gusto ciò che si è scoperto.
    L’appuntamento è all’inaugurazione, per conoscere i protagonisti del podio e assistere al taglio della prima forma, e la domenica, per lasciarsi coinvolgere dall’asta. Due momenti per incontrare da vicino una tradizione che a Gemona continua a essere parte della vita della comunità.