Gemona abbraccia gli Alpini: tre giorni di memoria, gratitudine e festa

      Dal 19 al 21 giugno 2026, la città ha ospitato il Raduno del 3° Raggruppamento ANA, accogliendo migliaia di penne nere provenienti dal Triveneto, dal resto d’Italia e dalle sezioni estere. Un appuntamento dedicato al cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli e al profondo legame tra gli Alpini e le comunità colpite dal sisma.

      Per tre giorni Gemona del Friuli si è vestita di tricolore. Le bandiere lungo le strade, il suono delle fanfare, i cori, i labari e le migliaia di cappelli alpini hanno accompagnato uno degli appuntamenti più attesi dell’anno: il Raduno del 3° Raggruppamento dell’Associazione Nazionale Alpini.

      Oltre 30 mila penne nere hanno raggiunto la città e il territorio circostante per un incontro che ha saputo unire festa, memoria e riconoscenza. Il raduno si è inserito nelle celebrazioni per il cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli, assumendo un significato particolarmente profondo per Gemona, uno dei luoghi simbolo della tragedia e della successiva rinascita.

      “Il Friuli ringrazia e non dimentica”

      La celebre frase “Il Friuli ringrazia e non dimentica” ha racchiuso il senso dell’intera manifestazione.

      Dopo il terremoto del 6 maggio 1976, gli Alpini furono tra i primi a intervenire per soccorrere la popolazione, assistere le famiglie e contribuire alla ricostruzione dei paesi colpiti. Migliaia di volontari provenienti da tutta Italia operarono negli undici cantieri ANA attivati sul territorio friulano, mettendo a disposizione tempo, competenze e forza lavoro.

      Cinquant’anni dopo, Gemona ha voluto accoglierli nuovamente per ricordare quell’impegno e rinnovare un legame costruito nei giorni più difficili della sua storia.

      Il raduno è iniziato venerdì 19 giugno con gli incontri nei Comuni che ospitarono i cantieri ANA della ricostruzione e con diversi momenti commemorativi. La cerimonia ufficiale di apertura si è svolta sotto la loggia di Palazzo Boton, alla presenza delle autorità civili e dei rappresentanti dell’Associazione Nazionale Alpini.

      La prima giornata è proseguita con spettacoli e appuntamenti musicali, tra cui “Requiem e Rinascita” nel Duomo di Santa Maria Assunta e il concerto-spettacolo “Stelutis” al Parco del Drago.

      Un monumento dedicato ai 15 mila volontari

      Uno dei momenti più significativi del fine settimana è stato lo scoprimento del monumento dedicato ai circa 15 mila volontari ANA che, nel 1976, parteciparono alle operazioni di soccorso e ai cantieri della ricostruzione.

      L’opera, realizzata dal maestro Giovanni Basso, rappresenta un Alpino che sale verso l’alto e richiama i valori del lavoro, del sacrificio e della volontà di rialzarsi. Un’immagine che racconta non soltanto l’impegno delle penne nere, ma anche il percorso compiuto dall’intero Friuli dopo il sisma.

      Nel corso della cerimonia sono stati ricordati anche Franco Bertagnolli, presidente nazionale dell’ANA all’epoca del terremoto, il sindaco di Gemona del 1976 Ivano Benvenuti e il generale Giovanni De Acutis, allora comandante della Brigata Alpina Julia.

      La giornata di sabato è stata arricchita da incontri, mostre, concerti e dalle esibizioni dei cori alpini in diversi luoghi del territorio. Al Cinema Teatro Sociale sono state inoltre consegnate le medaglie commemorative ai presidenti delle 63 sezioni ANA che parteciparono ai cantieri del 1976.

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      La grande sfilata per le vie di Gemona

      Domenica 21 giugno la città ha vissuto il momento più atteso del raduno. Fin dalle prime ore del mattino, migliaia di persone hanno riempito le strade per assistere alla grande sfilata delle sezioni alpine.

      Ad aprire il corteo sono stati il Labaro nazionale dell’ANA, decorato con 26 medaglie d’oro, i gonfaloni, le rappresentanze istituzionali e militari, seguiti dalle sezioni e dai gruppi provenienti dal Friuli Venezia Giulia, dal Veneto, dal Trentino-Alto Adige e da numerosi altri territori italiani ed europei.

      Fanfare, cori, vessilli e striscioni hanno attraversato una Gemona completamente imbandierata, accompagnati dagli applausi del pubblico presente lungo tutto il percorso.

      Tra i partecipanti anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, giunta a sorpresa in città per rendere omaggio agli Alpini e al popolo friulano nel cinquantesimo anniversario del terremoto. La presidente ha percorso un tratto della sfilata e ha salutato il Labaro nazionale dell’ANA.

      A rendere ancora più suggestivo l’arrivo dei partecipanti è stato anche il “Treno degli Alpini”, uno speciale convoglio storico composto dalle caratteristiche carrozze Centoporte, partito da Treviso e diretto a Gemona.

      La giornata si è conclusa con il passaggio della Stecca dalla Sezione ANA di Gemona a quella di Treviso, che ospiterà la prossima edizione del raduno, e con la cerimonia dell’ammainabandiera.

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      Una città unita nell’accoglienza

      La riuscita del Raduno del 3° Raggruppamento è stata possibile grazie al lavoro della Sezione ANA di Gemona, delle istituzioni, delle forze dell’ordine, della Protezione civile, delle associazioni, dei volontari e di tutti coloro che hanno contribuito all’organizzazione e all’accoglienza.

      Un ruolo fondamentale è stato svolto anche dai cittadini e dalle attività locali, che per tre giorni hanno aperto le porte della città a migliaia di ospiti, trasformando Gemona in un grande luogo di incontro e condivisione.

      Il raduno ha mostrato ancora una volta l’identità di una comunità capace di custodire la propria memoria senza rimanere ferma al passato. Una città rinata, consapevole della propria storia e pronta a raccontarla alle nuove generazioni.

      Perché, a cinquant’anni dal terremoto, Gemona e il Friuli non hanno dimenticato. E l’abbraccio riservato alle penne nere lo ha dimostrato ancora una volta.

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